CRITICA SOCIALE
Di fronte a una realtà in cui sembra che non si possa più criticare niente e nessuno bisogna sempre più scegliere, invece, la strada della "critica sociale", che non sia una critica "contro" qualcosa o qualcuno, ma una critica costruttiva, a "favore" della promozione sociale, della pari dignità, dell’inculturazione, delle nostre città, del benessere comune;segnali questi del "vero progresso" , che di certo non è quello cui ci propinano ogni giorno – attraverso i media – occulti "mangiafuoco" in frac- ma dal cuore di pietra – attraverso i loro fili, desiderosi di guidare le loro marionette.Tagliamoci dunque questi fili, perché se non ce li tagliamo noi, nessunolo farà mai! Facciamo comodo a tanti se siamo con le mani – e con le bocche – legate. La critica è un lama molto affilata per far ciò e noi dobbiamo svegliarci e renderci conto che come cittadini, come utenti, come consumatori e come elettori abbiamo in mano questa grande arma. Ma dobbiamo darci una bella mossa!Per questo voglio invitare TUTTI alla "critica sociale".
Critica a noi stessi, in primo luogo, e ai nostri con-cittadini incivili,quando sporchiamo la città, quando non rispettiamo le regole, quando sfruttiamo i lavoratori, quando sprechiamo il denaro pubblico, quando non svolgiamo bene i compiti cui siamo stati incaricati, quando approfittiamo delle conoscenze politiche, quando ci sentiamo autorizzati a violare qualsiasi regola o legge, quando consideriamo il codice della strada alla maniera di un rotolo di carta igienica; perché non possiamo chiedere alla classe politica ciò che non riusciamo ad ottenere da noi stessi.
Critica alla politica del governo nazionale, regionale, provinciale e comunale, quando permettono e talvolta avallano quanto sopra, quando non hanno voglia di cambiare "sinceramente" le cose in meglio, quando disattendono le promesse fatte in campagna elettorale, quando si arrogano il diritto di fare ciò che vogliono senza voler essere giudicati; perché se se non si mette mai in discussione ciò che il potere impone dall’alto si rischia tutti.
Noi di Leonida, da un po’ di tempo, lo stiamo facendo.Se anche altri tirassero fuori il coraggio di portare certi argomenti all’attenzione della massa, o anche solo di una nicchia, avremmo tutti da guadagnarci.
Vittore Saladino
(Gli uomini, non le case, fanno le città)


