A Marsala i panificatori hanno formato un cartello
A Marsala, in provincia di Trapani, nella punta estrema della Sicilia occidentale, si sta svolgendo – a mio modesto avviso – un fatto molto increscioso. Praticamente i panificatori marsalesi si sono messi daccordo di fissare un prezzo per il pane che sia uguale per tutti, cioè €. 2,40 al Kg, Da questo momento nessuno può vendere il pane ad un prezzo inferiore!!!! Anzi si parla di aumentarne il prezzo perchè non ci rientrano con le spese. Ma il prezzo del grano non è sceso di circa il 30%????? Mah!!! Ma il problema non è il prezzo del pane, che in molte città italiane magari sarà pure superiore, è il metodo usato, soprattutto che nelle zone limitrofe il prezzo è inferiore a questo importo imposto Ma non basta. Hanno deciso che non è più possibile, per nessuno, vendere il pane di domenica. Sicuramente voi vi starete chiedendo: "E il libero mercato che fine ha fatto???" Supponiamo il caso che domani vorrei iniziare l’attività di panificatore e volessi vendere il pane a €. 2,00 al Kg per far concorrenza agli altri che hanno clienti già assodati, e che per incrementare il mio fatturato, per offrire un migliore servizio, per accaparrarmi una fetta di mercato più grossa (tutto lecitissimo mi pare) vorrei anche aprire la domenica, non posso più farlo. Posso chiudere in partenza! O forse, come molti di questi signorei si auspicano, meglio non aprire. E’ scandaloso! Hanno chiuso il cerchio e non hanno intenzione di riaprirlo. Ma voi vi chiederete a questo punto: "Ma l’amministrazione comunale che fa, sta a guardare?". No di certo, rispondo io. Ma sapete che fa: avalla il tutto e con una delibera autorizza!!!!! Ad un certo punto succede che "fatta la legge, trovato l’inganno", i panificatori dei comuni limitrofi vengono a vendere il pane a Marsala, più o meno abusivamente non sta a me stabilirlo. E sapete qual’è la risposta. Ogni domenica pane gratis. Ma come!? Non dicevano che non ci rientravano con le spese e ora lo regalano il pane??!!! Ma chi ci capisce… Ora, siccome sarebbe mia intenzione approfondire un pochino questo "fattaccio", ho bisogno di voi. Potreste gentilemente dirmi come funziona da voi, nelle vostre città, con i vostri panettieri? C’è un prezzo di cartello, imposto, uguali per tutti, a cui nessuno può dissociarsi, e sotto il quale non si può vendere il pane? C’è un obblico di non vendere il pane la domenica, assoluto, valido per chiunque???? Vi sarò riconoscente se avete la gentilezza di rispondermi



il pane dalla provincia di palermo si vende a 2,40 .
“Io , da quando sono indipendentemente autonomo e mi faccio la spesa, ho vissuto a lungo principalmente in due zone d’Italia : una a nord e l’altra al centro. Ebbene, alla faccia dei luoghi comuni il pane costa moooolto di piu nel centroitalia che al nord (almeno riferito alle zone in cui ho vissuto io). Una volta ad una collega del nord avevo fatto vedere uno scontrino rilasciato da una panetteria marchigiana ed ha trasalito (circa 5 € al kg: era un pane integrale, di quello che piace a me, d’accordo, ma non credere che il pane comune costi sei volte di meno). Il prezzo del pane una volta era fisso ( non so pero’ se il prezzo stabilito fosse un prezzo nazionale o se variasse da regione a regione , o da provincia a provincia), ed ad un certo punto della storia era stato liberalizzato (cioè il panettiere Rossi lo vendeva ad un suo prezzo, il panettiere Bianchi un altro) .
Per questo argomento capisci già che non ti posso dare grandi soddisfazioni: io sono abituato a pagare cifre in ogni caso piu alte che quelle che mi dici, e non mi pare che essere siciliani sia sinonimo di essere piu poveri di me , da risentire di codesto prezzo politico al punto da dover tirare la cinghia . Pertanto non vedo nella novità un motivo di grande allarme.
Quanto al pane di domenica , non conosco leggi o normative in merito, ma dove ho vissuto io non ho mai ( sottolineo, mai ) visto un forno o panetteria aperto la domenica, pertanto viviamo in realtà decisamente diverse. Se qualcuno , paradossalmente , dalle tue parti, regala il pane la domenica, non vi resta che approfittarne, mi sfugge il problema. Mi stupisce pero’ che dalle tue parole si evinca che guardi con compiacimento alla vendita (o regalo che sia ) di pane domenicale: da cattolico fervente e ligio che dimostri di essere lo trovo strano: mi sarei aspettato che fossi contrario all’esercizio nei giorni festivi di attività lucrative. Io sono un po’ meno ligio di te (in fondo bar e ristoranti , edicole, tabaccherie sono sempre stati aperti anche la domenica, e nessuno diceva che fosse un male ) ed anzi ho sempre auspicato che almeno gli ipermercati fossero sempre aperti anche la Domenica, a patto pero’ che fossero garantiti ai dipendenti congrui riposi infrasettimanali. ”
E’scandaloso che nessuno prenda provvedimenti per accertare come mai non funziona la concorrenza ma si formano precisi cartelli per imporre i prezzi uguali nei vari paesi; per fortuna a Castelvetrano sono fermi a €1,80, a Campobello e Tre Fontane € 2,40 e ritengo (è una mia idea) che non vi sia libertà per chi non è daccordo di cambiare i prezzi.